Anonimo:
Raccontaci qualcosa

ricordounbacio:

"Se voi aveste un desiderio, come il genio della lampada di Aladino, cosa chiedereste?" chiese la professoressa di religione.

A scuola faccio l’ora di religione, ma non si parla quasi mai di Gesù o argomenti che riguardano le religioni.

Discutiamo argomenti per la maggior parte di attualità come: le droghe, lo stupro, l’amore, l’onestà, il matrimonio e tutti discorsi simili che hanno a che fare con la vita.

"Se voi aveste un desiderio, come il genio della lampada di Aladino, cosa chiedereste?"

Ci lasciò alcuni minuti per pensarci, anche se effettivamente non era una domanda affatto facile.

Allo scadere del tempo, la professoressa ci chiese a ciascuno di noi a cosa avessimo pensato.

"La pace nel mondo" stronzata, pensai.

"La salute della mia famiglia e dei miei amici" sarebbe un sogno, ma scontata come risposta.

Quando arrivò al mio turno, le risposi “Soldi, io chiederei dei soldi”.

Mi guardò male, ma non le diedi molto peso a quell’occhiata storta.

Continuò a sentire le ultime persone, che continuavano a ripetere la solita frase da lecca culo “La felicità dei miei genitori” o “L’amore eterno”.

L’ultimo ragazzo rispose come me: “Anche io chiederei dei soldi, per poi diventare famoso e sfondare nel cinema”.

Ci ascoltò tutti e non giudicò nessuno, tranne me e il mio compagno, che rispose in maniera simile , dicendoci che pensavamo solo a noi stessi e che eravamo solo degli egoisti.

Finita la lezione, rincorsi la professoressa e le chiesi se avesse avuto due minuti.

"Certo, dimmi tutto Luca" disse senza fermarsi e continuando a camminare verso un’altra classe.

"Sa Prof, se esistesse veramente quel genio che mi desse i soldi, non li userei per rendere la mia vita più ricca"

"Ah.. E se posso, come li utilizzeresti?" chiese fermandosi, evidentemente avevo catturato la sua attenzione.

La guardai dritta negli occhi e le dissi “Vuole la verità? Li utilizzerei per un trapianto di cuore, per una persona a cui tengo più della mia stesa vita” mi girai e me ne andai senza che lei potesse dirmi niente.

Corsi in bagno e mi misi a piangere.

""Una domanda: e se poi ti stancassi di me?" disse interrompendo il solito silenzio mattutino.
Era domenica mattina, lei nel mio letto dalla notte precedente, i vestiti sparsi per tutta la camera e due sorrisi che spuntavano dalle nostre due bocche.
“Tu hai sempre queste idee quando siamo a letto? Sei strana” le dissi fissando il solito soffitto bianco.
“Perchè c’ho pensato e io mi vedo come una delle tante, sono solo una fra milioni e poi perchè proprio io? Non ho nulla di speciale da poter dire “Ne valgo la pena”” disse toccandosi le mani e cercando di togliere qualche pellicine rimaste fra le dita.
“Se devo dire la verità, sei una fra miliardi e a parer mio, quel piccolissimo e, secondo te, insignificante numero, mi sta riempiendo il cuore. Non mi servono milioni e milioni di ragazze quando ne ho una che fa per miliardi.” mi sorrise, ma non ne fu ancora convinta.
“Non hai però ancora risposto alla mia domanda…” disse togliendosi dal mio petto e posizionandosi in modo da fissare il soffitto bianco.
“Quale domanda?” chiesi.
“Una domanda: e se poi ti stancassi di me? Ecco, questa. Rispondi” disse.
Rimasi un minuto a pensare, non se mai mi stancherò di lei o se un giorno me ne andassi perchè non provassi più nulla per lei, rimasi semplicemente a pensare.
“Ecco, te l’ho detto, non ne valgo la pena” disse alzando un lenzuolo per andarsi a vestire.
In un secondo feci uno scatto, le salii sopra, le tirai giù la mano con il lenzuolo, la guardi negli occhi e la fermai.
“No, tu ne vali la pena. Per te vale sempre la pena. Quando ti infastidisci, come adesso, cerchi di scappare dai problemi, ma ora sei qui, sguardo contro sguardo, occhi con occhi e non puoi scappare.
Quando invece hai paura, come prima, ti mangi le pellicine delle mani e delle volte nemmeno i miei abbracci ti bastano per fartela passare, ma amo quando anche dopo quell’abbraccio mi guardi negli occhi e continui a mangiartele.
Quando invece sei gelosa, cerchi di farmi ingelosire a tua volta, ma sai che non ci riesci.
Allora vieni da me, cominci a prendermi a sberle e mi ripeti che tra noi è finita, mentre stai aspettando solo un mio fottuto abbraccio, infine quando ti fermo e te lo do, ti sciogli.
Quando invece sei felice, rendi felice anche me e sorrido, questo solo perchè sorridi anche tu e secondo me, c’hai il sorriso più bello del mondo” chiusi gli occhi e la baciai, quando li riaprii, eravamo felici."

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scrivimiancora:

restosoltantoio:

"Guardava le sue labbra come se fossero le ultime righe di una lettera d’addio."
~ A. Baricco

restosoltantoio

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(via seimenounquarto)

Timestamp: 1412016052

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"Guardava le sue labbra come se fossero le ultime righe di una lettera d’addio."
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(Fonte: g-uys, via mophata)

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